Si comunica che i nostri uffici saranno chiusi per ferie dal 16/08 al 26/08

Si è aperto il 12 luglio scorso il bando di concorso dell’INPS per l’assegnazione di borse di studio per la frequenza degli ITS. Il bando si rivolge ai figli o orfani ed equiparati degli iscritti (dipendenti o pensionati) alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici, che abbiano conseguito un diploma negli ultimi 3 anni.
Il bando è finalizzato a erogare n. 300 contributi dal valore di Euro 4.000,00 per la frequenza da parte di studenti fuori sede di Istituti Tecnici Superiori (ITS).
Si considerano fuori sede gli studenti che frequenteranno nell’anno scolastico 2018/2019 un Istituto Tecnico Superiore che abbia sede in un Comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa, calcolata con riferimento alla distanza chilometrica più breve in relazione ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale.
Se sei interessato, puoi leggere il testo integrale del bando cliccando qui oppure visionarlo direttamente sul portale del bando 

I progressi nella tecnologia stanno cambiando in fretta il nostro modo di vivere, di comunicare e di lavorare.

L’avvento della quarta rivoluzione industriale, nota come Industria 4.0, sta trasformando la società grazie al progredire delle ultime tecnologie e al loro sapiente utilizzo.
Moltissime aziende che lavorano nel terzo e nel quarto settore sfruttano questi nuovi mezzi per essere più funzionali e performanti.
Anche nel settore dell’industria molte aziende hanno iniziato ad applicare le le tecnologie e i mezzi sviluppati con l’industria 4.0.
I motivi che le hanno spinte ad investire possono essere tanti, ad esempio per garantire maggior sicurezza ai lavoratori, maggiori controlli nei processi di produzione o per ottenere prestazioni più precise coi macchinari o dai robot.
Viene spontaneo chiedersi come potrebbero essere impiegati questi nuovi mezzi nel settore primario e nell’agroalimentare e come potrebbero migliorare la qualità del lavoro e addirittura creare maggior profitto per le aziende.
I dati indicano che la maggior parte delle aziende del settore, di medie o grandi dimensioni, hanno già investito per adattare la propria impresa alle nuove tecnologie offerte da questa rivoluzione.
Dalle ricerche è emerso che il 14% delle aziende si dichiara non interessato all’installazione di queste risorse. La percentuale potrebbe sembrare bassa se non si tiene conto del numero di imprese che operano nel settore.
Molte aziende applicano i recenti strumenti per la sicurezza informatica: investono molto per difendere le proprietà intellettuali e i dati aziendali da interferenze esterne.
Seguono l’utilizzo di tecnologie Cloud e IoT (Internet of Things, l’internet delle cose), e in volume minore anche i big data e la robotica.
L’opinione degli esperti del settore è che le aziende dovrebbero impiegare parte del loro capitale nelle tecnologie dell’industria 4.0, benché questo comporti dei costi elevati. Il sacrificio porterebbe, però, notevoli vantaggi alle imprese.
Alcuni esempi possono essere l’elaborazione delle informazioni dei terreni da trasmettere alle macchine o utilizzare i dati raccolti per avere produzioni che hanno un impatto minore sull’ambiente.
Oltre che investire nelle tecnologie delle aziende, è necessario farlo anche nella formazione delle persone che useranno questi strumenti “4.0”.
Già da alcuni anni in molte regioni le aziende fanno affidamento sugli ITS per la formazione dei loro (futuri) dipendenti.
In questi corsi di formazione si creano figure qualificate che possiedono le adeguate competenze tecniche che le aziende del settore cercano fra i loro candidati.
Le possibilità di impiego delle recenti tecnologie nel settore primario sono numerose e non bisogna limitarsi con la fantasia per immaginarle applicate. Non è fantascienza e non è una fantasia del futuro: è attuale ed è reale.
Per tali ragioni bisogna essere lungimiranti ed iniziare ad usare questi mezzi per un vantaggio dell’azienda e dei suoi dipendenti.

La scorsa settimana abbiamo parlato di quanto siano importanti le materie principali nella scelta del proprio percorso formativo, scolastico o professionale.
La prima materia che abbiamo analizzato alla lente è stata sicurezza alimentare.
In questo articolo vedremo un’altra materia importante del corso: Industria 4.0.
Di questo argomento se ne sta parlando molto spesso negli ultimi tempi. Se si leggono i quotidiani o se ogni tanto capita di informarsi sulle notizie di economia sarà sicuramente capitato di imbattersi in questo termine.
Il motivo per cui si sente tanto spesso nominarla è che alcuni tra i più importanti Paesi dell’economia mondiale, la stanno applicando e stanno applicando le riforme adatte per permetterne lo sviluppo nella loro economia.
Anche il Governo Italiano si sta già muovendo per agevolare il suo sviluppo nella nostra Nazione.
Cominciamo spiegando com’è nata l’Industria 4.0.
Sì è parlato per la prima volta di Industria 4.0 ad una fiera sulle tecnologie industriali (il termine tedesco usato è Industrie 4.0), la Hannover Messe. Non a caso la Germania è un Paese all’avanguardia per le agevolazioni fiscali e per i finanziamenti rivolti alle industrie, ai poli industriali e alle start-up tecnologiche.
L’obiettivo dei progetti creati in Europa per la “quarta rivoluzione industriale” è di aumentare gli incentivi fiscali e i finanziamenti per le imprese che integrano le tecnologie digitali.
Si sta discutendo molto in tante Nazioni su quali saranno gli effetti che questa nuova rivoluzione porterà all’economia, in particolare all’occupazione dei posti di lavoro. In tutte le ricerche si afferma che nasceranno nuove figure professionali, mentre ricerche diverse asseriscono che ci sarà un drastico calo dei posti di lavoro (soprattutto nell’amministrazione) o che molte figure professionali dovranno modificare le loro competenze.
In sostanza, l’Industria 4.0 è un modello di produzione e gestione aziendale i cui elementi sono connessi tra sistemi fisici e digitali, le analisi delle informazioni sono ricavate dalla rete e la gestione del ciclo produttivo può essere flessibile.
I mezzi utilizzati variano: dalle stampanti 3D, alle piattaforme in cloud, all’analisi dei dati etc.
Insomma il futuro riservato dall’ Industria 4.0 sembra un futuro distante e fantascientifico, ma in realtà è già arrivato da qualche anno negli uffici di molte aziende e si è sviluppato sempre più, silenziosamente e velocemente.
A questo sviluppo ha contribuito e contribuisce ogni giorno ogni singola persona che abbia un dispositivo connesso e che rilasci dati su internet, con un semplice Mi Piace sui social o con un acquisto online.

Negli articoli precedenti abbiamo parlato di quali siano i vantaggi dei corsi ITS e di quanto siano utili alla carriera professionale delle persone che hanno deciso di seguirli.
Sovente si effettua la scelta del proprio percorso formativo in base alle materie di indirizzo, che possono aiutare a capire meglio quale sia la strada più adatta alla singola persona. È il modo più logico per non fare la scelta sbagliata nel momento in cui ci si iscrive ad un corso (o ad una facoltà oppure una scuola).
Può capitare che gli argomenti delle materie di indirizzo non siano ben chiare e la persona interessata che cercava informazioni e delucidazioni si ritrovi ad avere più dubbi di prima.
Il compito degli Istituti è di eliminare questi dubbi, tramite gli Open Days, i siti, i social e attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione in loro possesso.
Da oggi e nelle prossime settimane snoccioleremo uno per uno gli argomenti principali del corso ITS agroalimentare, per provare a cancellare i dubbi che possono ancora esserci.

uova

Il primo di cui parleremo è sicurezza alimentare.
In questa materia si impara ad osservare che tutti i processi di produzione, della trasformazione e della distribuzione avvengano nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie del regolamento.
Per sapere come tutti questi processi devono essere effettuati correttamente si studia la legislazione alimentare.
La legislazione è composta da procedure o manuali che vengono messi in pratica in tutti i processi.
Tra alcune di queste procedure ve ne sono alcune che sono obbligatorie e che richiedono una formazione specifica. Una di queste è L’HACCP.
La scelta di quali procedure o manuali adottare spetta alle singole imprese e molte di queste procedure e manuali sono stati riassunti nello Standard ISO 22000. Per riassumere in poche parole la sicurezza alimentare norma la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e dei mangimi dalla fase iniziale alla fase finale di produzione o trasformazione del prodotto.

Nelle ultime due settimane si è parlato moltissimo dell’ultima idea politica di Trump.
Il Presidente degli Stati Uniti d’America ha deciso di applicare i dazi a diverse categorie di prodotto importate negli USA da tutto il mondo.
Nonostante il suo atteggiamento spesso rigido, Trump ha mostrato una certa flessibilità per i Paesi alleati che volessero trattare.

Per il Canada e il Messico è stata fatta un’eccezione, momentaneamente, e verranno esclusi dalla tassazione poiché sono due Nazioni in trattativa per l’accordo sul libero scambio Nafta.
Ovviamente, come in ogni strategia politica-economica, i dazi verranno regolati in base ai rapporti coi singoli Paesi ed in base al ruolo strategico di ciascuno.

trump firma

La tassa sull’importazione verrà applicata sull’acciaio e sull’alluminio. Tuttavia non sono escluse altre categorie.
Diverse figure importanti dell’Unione Europea hanno preso in modo diverso la notizia, alcuni sono ottimisti sui rapporti fra USA e UE e altri trovano la mossa di Trump “un affronto”. Naturalmente, la maggior parte delle reazioni è stata negativa e sono in molti a pretendere delle azioni di risposta a questa legge da parte dell’Unione Europea.
Gli effetti che questa nuova legge, firmata da Trump, avranno sui singoli Paesi si vedranno solo nei prossimi mesi, quando le Nazioni avranno preso accordi con gli Stati Uniti.

Intanto la palla va in mano ai Governi delle Nazioni dell’Unione Europea, che tratteranno col Presidente americano per stabilire quali su quali prodotti importati verrà applicata un’imposta o se saranno esentati dalla tassazione.
L’Italia intanto può sperare che non verranno applicate imposte sui prodotti agroalimentari che esportiamo ogni anno in America, dato che è fra i primi cinque Paesi in cui vengono esportati i nostri prodotti di qualità!
Ad ogni modo siamo certi che le nostre aziende continueranno ad esportare in America, anche se i dati di import ne risentiranno molto.

Questi primi mesi dell’anno sono mesi cruciali per gli studenti che hanno la maturità.

Chi ha già deciso in che facoltà andrà al termine delle superiori si sta già preparando per i test di ammissione, mentre chi ancora non ha deciso si informa sulle università, i programmi di studi e via dicendo.
Per questo è importante un serio percorso di orientamento.
Moltissimi ragazzi ancora non sanno che c’è una strada alternativa all’università, che permette di formarsi non solo teoricamente ma anche praticamente per la figura professionale che vorranno un giorno ricoprire.
Questo percorso è quello degli ITS.
Da alcuni anni ormai, studenti appena diplomati, neo laureati o in cerca di lavoro si sono affidati a questi corsi per acquisire nuove competenze richieste nel mondo del lavoro.
Nella sola Regione Lazio sono tanti i corsi ITS esistenti, e gli argomenti principali variano.
Uno di questi ITS si suddivide in due diversi rami di studio: Marketing e Internazionalizzazione delle imprese e Agroalimentare.
Nel corso dedicato al settore Agroalimentare, gli studenti apprendono i processi di produzione, le strategie di Marketing e ottengono i brevetti necessari a completare la loro figura professionale.
Il corso ITS Agroalimentare, a differenza delle facoltà universitarie come l’Agraria, non forma i suoi studenti esclusivamente sul piano teorico, come avviene negli studi tradizionali. Gli studenti, al termine del corso, escono altamente formati e preparati per essere assunti da aziende specializzate.
Scegliere l’ITS Agroalimentare non solo porta alle competenze sin qui descritte, ma permette il conseguimento di attestati riconosciuti grazie ai quali il diplomato avrà maggiori possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

Dopo gli ottimi risultati del 2015 e del 2016, anche nel 2017 l’Italia ha ottenuto eccellenti risultati come Paese esportatore di prodotti agroalimentari.
La Coldiretti pochi giorni fa ha rilasciato i dati export del settore agroalimentare.
È emersa una crescita del 7% rispetto al 2016 ed è stato registrato un record delle esportazioni pari a 41 miliardi di euro.
La maggior parte delle vendite sono rivolte a Paesi dell’Unione Europea per il valore di 27 miliardi, circa.
La cosa che quasi stupisce è che il mercato che più apprezza il cibo italiano è quello tedesco!
Nonostante un clima antieuropeo che si respira nella nostra nazione e soprattutto nonostante l’antipatia che ancora un po’ è rimasta tra i due Paesi, è proprio la Germania il primo Paese europeo in cui vengono esportati maggiormente i nostri prodotti.
Al secondo posto si posiziona la Francia e al terzo gli Stati Uniti, seguiti dalla Gran Bretagna.
Gli Stati Uniti non a caso sono i primi esportatori di prodotti agroalimentari italiani, fra tutti i Paesi extra europei, con 4 miliardi di euro.
Non in tutte le nazioni amanti del cibo italiano è possibile esportare il cibo italiano. Per esempio in Giappone e in Russia ci sono delle limitazioni dovute all’embargo.
Tuttavia, il cibo italiano trova molto apprezzamento in Cina, dove negli ultimi anni c’è stata una grande richiesta dei prodotti italiani.
Questi risultati, afferma Coldiretti, confermano il Nostro Paese come uno dei migliori Paesi al mondo di prodotti agroalimentari da esportare. Significa che l’esportazione è un settore in crescita che può aiutare fortemente la nostra economia.
È rinomato quanto i nostri prodotti e i nostri piatti siano amati all’estero e imitati in malo modo e, come già detto in un articolo precedente, l’Italia è uno dei paesi più amati al mondo e con la maggior quantità di specialità culinarie.

A differenza di altre nazioni, l’Italia è un Paese che ha sviluppato poco i percorsi alternativi all’università, e molto spesso chi non sa bene ancora cosa fare o non può permettersi di pagare la retta universitaria, finisce per cercare un impiego qualsiasi e inizia a lavorare.

Questo accade perché all’estero gli anni scolastici sono strutturati in maniera diversa in Italia. In tante nazioni gli studenti hanno due o tre anni dove studiano e si preparano allo stesso modo e gli ultimi invece hanno una preparazione scolastica adatta alle loro ambizioni e possibilità: chi decide di continuare a studiare ha una formazione e un programma di studi differente da chi sceglie di iniziare a lavorare.

In tante regioni italiane negli ultimi anni è possibile scegliere un percorso ITS, ossia corsi dove è possibile studiare alcune materie ed effettuare stage presso aziende legate agli argomenti studiati durante le lezioni.

ragazzi studiano

Gli ITS si rivelano, anno dopo anno, una valida alternativa all’università.
Frequentare l’università significa studiare almeno tre anni e non avere mai la possibilità di effettuare uno stage per poter applicare nella vita reale quanto appreso sui libri e in aula. Il problema vero sorge quando, dopo la laurea, la persona ha tutta la preparazione teorica richiesta ma è carente nella preparazione pratica, cioè più importante, richiesta dalle aziende.

Il vantaggio degli ITS è che a seguito della formazione teorica in aula e della formazione pratica mediante stage, una persona è pronta per essere inserita nel mondo del lavoro.
Gli ITS in pratica forniscono quelle conoscenze pratiche e teoriche che le aziende cercano in una persona che si candida per una posizione.

Questi nuovi progetti di formazione sono aumentati negli anni ottenendo sempre più successo. Ora in diverse regioni se ne trova più di uno e con più indirizzi, per venire incontro alle aziende, a chi cerca lavoro e a chi vuole trasformare la propria passione in un lavoro senza passare per un percorso universitario.

L’idea comune che hanno le persone di una figura che lavora nell’ambito agroalimentare è una persona, spesso un contadino, di mezza età che lavora le sue terre. Nei casi più fortunati questo contadino è anche a capo di una grande impresa che gli appartiene e che produce abbastanza da vendere localmente o a livello regionale.

Il settore agroalimentare italiano non è formato solo da queste persone ma anche da ragazzi giovani che hanno studiato e cercano nuove tecnologie da poter usare, rispettando il proprio territorio.

È merito soprattutto loro se nel settore ci sono sempre novità e scoperte che arricchiscono il modo di coltivare, di produrre, di rendere il settore agricolo ecosostenibile. È grazie ai giovani se il settore agricolo è green, in ogni senso.

Le scoperte dei giovani imprenditori e inventori green non sono solo legate alla coltivazione e alla produzione. Alcuni inventano prodotti di uso comune partendo dai prodotti che ci offre la natura. Degli esempi sono la vernice ricavata dai pomodori o il sale spray aromatizzato con un basso contenuto di sodio.

Queste sono solo alcune delle invenzioni green ideate dai giovani e proposte al Salone della creatività del Made in Italy, della Coldiretti. Sono state migliaia le Start Up presentate dai ragazzi e solo alcuni di loro si sono aggiudicati il premio per l’innovazione Oscar Green.

Per avere idee innovative è necessario avere ispirazione, ingegno e, cosa fondamentale, delle conoscenze da cui partire.
Per acquisire delle conoscenze spesso i giovani frequentano corsi di studi, non sempre legati al mondo agricolo, ma alcuni iniziano studiando chimica, ad esempio. Altri studenti decidono di abbinare studi e formazione pratica attraverso i corsi ITS, presenti in diverse regioni, al fine di terminare il percorso di studi con conoscenze teoriche e pratiche sul settore ed essere più preparati quando si interfacciano col mondo del lavoro.