Pubblicato il 9 Giugno, 2021 da

Il mondo dei finanziamenti in agricoltura (a fondo perduto): coordinate per orientarsi

Agricoltura, fare agricoltura, vivere di agricoltura, coltivare, allevare, trasformare, ecc. Sono tanti i modi per vivere “LA TERRA” e tante sono le forme di sussidio alle quali poter ricorrere quando si decide di fare il lavoro dell’Agricoltore, quello con la A maiuscola ormai sempre più imprenditore e sempre più attore protagonista delle dinamiche socio-ambientali che caratterizzano questa professione.

E l’Agricoltore può contare su importanti e diversificati strumenti di sussidio al reddito che gli permettono di investire nella crescita della propria azienda anche sperimentando forme diverse e innovative di Fare Agricoltura.

Quali sono quindi gli strumenti sui quali si può contare?  Dove trovare una bussola per orientarsi nel complicato mondo dei finanziamenti? Ecco alcune coordinate che aiuteranno il lettore ad approcciarsi a questo mondo così affascinante e sorprendentemente ancora in evoluzione nonostante “non più giovanissimo”.

Attori diversi, finanziamenti per l’agricoltura diversi

Innanzi tutto cerchiamo di fare chiarezza rispetto alla provenienza dei sostegni.

Esistono infatti diversi attori che rivestono un ruolo chiave nella programmazione e assegnazione dei finanziamenti; alcuni sono di natura pubblica e riferibili alle istituzioni a livello nazionale e sovranazionale che gestiscono le risorse destinate al settore agricolo attraverso diversi canali. Altri sono di natura privata (Istituti di credito) e definiscono in maniera autonoma delle linee di finanziamento a sostegno del reddito agricolo attraverso agevolazioni finanziarie, sgravi fiscali o contributivi.

In quest’ultimo caso, ciascun “ente privato” gestisce in maniera autonoma l’offerta al pubblico rispetto all’utilizzo del finanziamento stesso (prestito): start up giovane, start up rosa, investimenti su mezzi e attrezzature piuttosto che su terreni e impianti arborei.

Gli enti pubblici però sono certamente il soggetto più conosciuto in termini di erogazione di contributi e diverse sono le strade da percorrere che essi stessi offrono: dai pagamenti diretti ai PSR ai GAL ai finanziamenti ISMEA ai Giovani Agricoltori. Sigle, acronimi e istituzioni ai quali cercheremo di dare un nome e un significato.

Da leggere: Le differenze tra DOP, DOC, IGP e altri Marchi di Qualità

La PAC, Politica Agricola Comune

Il MIPAF – Ministero delle Politiche Agricole e Forestali  – definisce la Politica Agricola Comune (PAC) come “l’insieme delle regole che l’Unione europea, fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralità del comparto agricolo per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri.
La  PAC, ai sensi dell’articolo 39 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, persegue i seguenti obiettivi: incrementare la produttività dell’agricoltura; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori.“.

Nata nel 1962, la PAC rappresenta il legame, il nesso, l’intesa fra agricoltura e società, fra l’Europa e i suoi agricoltori. L’obiettivo principale della PAC, da sempre, è quello di aiutare gli agricoltori a produrre quantità di cibo sufficienti per l’Europa, garantire cibi sicuri e di qualità a prezzi accessibili, assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori, proteggendoli dalle crisi di mercato e, al tempo stesso, incentivando gli investimenti mirati all’ammodernamento delle aziende tutelando anche e soprattutto quelle che operano in zone svantaggiate e quelle condotte da giovani agricoltori.

Negli anni, la PAC è stata oggetto di riforme e la validità normativa dell’attuale “edizione” è stata prorogata fino al 31.12.2022:  gli stati membri dell’Unione Europea sono attualmente al lavoro per programmare la nuova Politica per il periodo 2021-2027.

Da sempre, la PAC si regge su due cardini, detti “pilastri”: il Primo Pilastro consiste nell’organizzazione dei mercati agricoli, mentre il Secondo Pilastro è quello dello Sviluppo Rurale.

Organizzazione dei mercati agricoli e Piani di Sviluppo Rurale

Il Primo Pilastro prevede le misure di  sostegno diretto al reddito degli agricoltori per cui  vengono erogati direttamente finanziamenti agli agricoltori che coltivano i propri terreni nel rispetto della sicurezza alimentare, ambientale e del benessere degli animali.

Si riferiscono al Primo Pilastro anche le Misure di mercato attuate da una Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) dei prodotti agricoli che emanano norme e regole valide in tutta l’Europa e che consentono di affrontare il tema delle importazioni e delle esportazioni dei beni agricoli intra Ue ed extra Ue. Questo pilastro viene interamente finanziato dall’Unione Europea.

tecnico-agroalimentare

Nel Secondo Pilastro troviamo il ben più noto mondo dei Piani di Sviluppo Rurale. Questo pilastro presenta maggiori flessibilità e capillarità rispetto al precedente poichè le autorità regionali e locali possono modellare i bandi di finanziamento in funzione delle specificità del territorio cui si riferiscono. E all’interno di ogni territorio, la rete di attori pubblici e privati garantisce la progettazione di azioni “realizzate su misura” per le esigenze delle diverse realtà agricole e rurali. Questo pilastro viene cofinanziato a diversi livelli: europeo, nazionale e regionale.

I piani di sviluppo rurale vengono definiti a livelli regionale e, all’interno di ogni regione, vengono calati sul territorio anche attraverso misure specifiche messe in atto tramite i GAL, Gruppi di Azione Locale. I GAL sono costituiti da Comuni (Enti Locali) caratterizzati da specifiche geografiche e produttive e volti all’obiettivo ultimo di valorizzare un determinato areale. Lo strumenti con il quale i GAL e i PSR in generale agiscono è quello del bando pubblico al quale si accede previa verifica dei requisiti di ammissione e presentazione di una idea progettuale che, essenzialmente, porta ad un miglioramento della perfomance aziendale. Premianti, in tal senso senso sono:

  • l’età – i cosiddetti “giovani agricoltori”, ossia gli operatori con età massima pari a 40 anni rappresentano il ricambio generazionale tanto caro all’Unione Europea;
  • la localizzazione in aree svantaggiate – mantenere un presidio agricolo in un’area montana, ad esempio, rappresenta un elemento premiale per la tutela dell’ambiente e anche della biodiversità in genere;
  • le “quote rosa” – essere “imprenditrici agricole” oggi non è più un ossimoro ma anzi un valore aggiunto soprattutto per la particolare sensibilità e dedizione che le donne mostrano nel recupero delle tradizioni agricole e agroalimentari.

Mercati agricoli e finanziari

Opera nel settore dei finanziamenti all’agricoltura, l’ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, un ente pubblico economico che si occupa di servizi informativi, assicurativi e finanziari e costituisce forme di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole e le loro forme associate.

L’ISMEA lavora in stretto contatto con le autorità regionali e locali favorendo, ove possibile, il riordino fondiario, attraverso la formazione e l’ampliamento della proprietà agricola (annoso problema dell’agricoltura italiana).

Grande attenzione è riservata al ricambio generazionale per il quale, in accordo con la Commissione Europea, è previsto uno specifico regime di aiuto.

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La Bussola per orientarsi tra i finanziamenti agricoli

E ora che abbiamo alcune coordinate per orientarci nel mondo dei finanziamenti agricoli, abbiamo bisogno di una bussola per non perderci nel percorso. Questa bussola la ritroviamo nei consulenti professionisti del settore: Agronomi, Forestali, Tecnici Superiori sono la nostra bussola per orientarci in questo mondo complicato fatto di sigle, accordi di mercato, bandi e avversità ambientali.

Gli strumenti per far crescere il mondo agricolo ci sono, l’importante è trovare quello più adatto alla nostra azienda!

 



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