Pubblicato il 17 Giugno, 2018 da

Le differenze tra DOP, DOC e altri Marchi di Qualità

Tutti i giorni sentiamo parlare dei Marchi di Qualità, come ad esempio DOP, DOC e altri. Ci basta accendere la TV e vedere la pubblicità, non è necessario essere degli esperti agronomi per sentire parlare di queste sigle.

In molti programmi televisivi spesso se ne parla e se n’è già parlato altre volte, per spiegarli o perché si fa promozione ad un prodotto. Almeno uno o due di questi marchi di qualità vengono citati per l’importanza che hanno e che danno al prodotto.

Come abbiamo mostrato in uno degli articoli precedenti, nel nostro Paese sono più di 200 i prodotti certificati confermandoci tra i primi posti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea nel settore agroalimentare.

Il problema però che accomuna un po’ tutti è che la differenza tra tutte queste sigle non la conosciamo o la conosciamo a grandi linee.

Marchi di qualità DOC, DOP, IGT e DeCO

Prima di tutto, è bene sapere che non ci sono solo i DOP, gli STG e gli IGP. I marchi sono molti di più e comprendono, oltre a quelli sopra citati, anche i DOC, PAT, IGT e DeCO.

I primi tre sono stati realizzati dall’Unione Europea per promuovere e proteggere la denominazione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità.
Gli altri non sono certificati come marchi di qualità ma sono comunque marchi di origine italiani ed è un sistema di certificazione nazionale della qualità dei prodotti agroalimentari.

Di seguito sono spiegati, punto per punto, cosa significano i principali marchi.

 

  • DOP: Denominazione di Origine Protetta. Si attribuisce a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono dall’ambiente geografico in cui sono state prodotte. Per ambiente geografico si intende l’insieme dei fattori umani (tecniche di produzione etc) e dei fattori ambientali (clima e caratteristiche territoriali).

marchio dop

  • IGP: Indicazione Geografica Protetta. Viene attribuito ai prodotti le cui caratteristiche, la qualità o la reputazione dipendono dall’origine geografica e la cui produzione ed elaborazione avviene in una determinata area geografica. A differenza del DOP, non tutte le caratteristiche che concorrono all’ottenimento del prodotto provengono dal territorio dichiarato

marchio igp

  • STG: Specialità Tradizionale Garantita. È assegnato a quegli alimenti la cui produzione sia caratterizzata da composizioni o metodi tradizionali, legati ad una zona ma che non vengano prodotti necessariamente solo in tale zona.

marchio stg

  • DOC: Denominazione di Origine Controllata. È la denominazione usata in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio. In pratica, un prodotto DOC, come un DOP, è uno di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all’ambiente naturale ed ai fattori umani.

Marchio DOC

  • IGT: Indicazione Geografica Tipica. Viene assegnato ai vini la cui produzione avviene nella rispettiva indicazione geografica, le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85% esclusivamente da tale zona geografica, con indicate le caratteristiche organolettiche.

Marchio IGT

Per ultimo abbiamo i marchi PAT e i DeCO.

Il PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) è un riconoscimento regionale che riguarda una nicchia di prodotti, mentre per i DeCO (Denominazioni Comunali d’Origine) sono i comuni che si occupano di disciplinare in materia di valorizzazione agroalimentare tradizionale.

I marchi di qualità non sono molti, ma sufficienti per tutelare i nostri prodotti e ciò è stato reso possibile grazie al Ministero delle politiche agricole e alimentari e anche all’Unione Europea.

I marchi di qualità sono sistemi di tutela e certificazione degli ingredienti, che garantiscono la qualità dei piatti e delle aziende enogastronimiche.

La qualità è infine quell’insieme di caratteristiche che determinano la capacità di un prodotto di rispondere ai bisogni del consumatore. Ma esiste anche una qualità percepita che è legata alla percezione ed è quindi influenzabile da fattori sociali, culturali e psicologici.

Mentre la qualità oggettiva, quella cioè associata ad un prodotto, è invece verificabile e misurabile e deve rispettare determinati parametri stabiliti da specifiche norme di legge e sistemi di controllo.

Ecco che le certificazioni e marchi di qualità assolvono ed hanno quindi lo scopo di valorizzare i prodotti alimentari e tutelare la loro tipicità.



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