4+2 Factory da ELIS: la Rete ITS Lazio sulla filiera 4+2

4+2 Factory da ELIS: la Rete ITS Lazio sulla filiera 4+2

4+2 Factory, Stelliferi per la Rete ITS Lazio: «Il Paese ha bisogno di tutte le figure professionali»

Le imprese devono entrare nella filiera 4+2 prima, quando le competenze si progettano, e non soltanto dopo, quando si cercano i diplomati da assumere. Su questa idea ELIS e il Ministero dell’Istruzione e del Merito hanno costruito 4+2 Factory, la mattinata di confronto che si è tenuta il 14 ottobre a Villa Fassini, a Roma, tra imprese, scuole, ITS Academy e istituzioni sulla nuova Filiera Formativa Tecnologico Professionale.

Al talk show «La filiera vista da chi la fa» è intervenuto Eugenio Stelliferi, presidente della Fondazione ITS Academy Agroalimentare, in qualità di vicepresidente della Rete ITS Lazio, l’associazione che riunisce le Fondazioni ITS della regione.

Una mattinata costruita per le imprese

L’impianto della giornata era dichiarato fin dal titolo: «Imprese protagoniste della nuova filiera». Dopo il saluto di Pietro Cum, amministratore delegato di ELIS, e l’intervento del prof. Mario Eugenio Comba, consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, sul valore strategico del 4+2 per il sistema produttivo, il programma ha spostato progressivamente il baricentro verso le aziende: perché investire nella filiera, come passare dalla ricerca di personale alla co-progettazione delle competenze, quali settori sono già aperti.

La seconda parte della mattinata è stata di lavoro. I partecipanti si sono divisi in sette tavoli tematici — turismo, agricoltura ed enogastronomia; digitale; energia ed elettronica; tecnologie della vita; trasporti e logistica; servizi alle imprese; grafica e comunicazione — ciascuno con un facilitatore ELIS, un referente di scuola o ITS Academy e un’impresa già attiva nella filiera, per arrivare a un primo orientamento concreto su come e con chi proseguire.

Al talk show, accanto a Stelliferi, sono intervenuti Gianluca Lombardo, dirigente della Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore del Ministero, Claudia Sabatano, preside dell’ITIS Giovanni XXIII, e Andrea Siletti, Staffing Solutions Director di Adecco, insieme a uno studente ITS.

La Rete ITS Lazio: buone pratiche e una voce sola

Stelliferi ha aperto portando i saluti del presidente della Rete e spiegando a cosa serve un’associazione tra le Fondazioni ITS della regione.

La prima finalità è interna. «Ci incontriamo, ci confrontiamo, e quando c’è un problema sapere che dall’altra parte c’è qualcuno che lo ha già affrontato e ha trovato la soluzione è la via maestra», ha detto. «Non bisogna inventarsi nulla, ma copiare, e copiare bene. Anche copiare è un’arte.»

La seconda è esterna: fare sintesi delle esigenze degli ITS e portarle con un’unica voce al Ministero, alla Regione, alle imprese e alle scuole.

Il 4+2 visto anche da imprenditore

Sul 4+2 il giudizio è netto. «Lo abbiamo visto tutti in maniera positiva sin dalla nascita», ha spiegato Stelliferi, che è intervenuto anche nella veste di imprenditore. Il punto di partenza è un’esperienza comune a molte aziende: assumere un laureato e impiegare sei, otto mesi per riformarlo sulle esigenze reali della produzione. Il 4+2 nasce per evitare quel passaggio, formando un tecnico già qualificato e pronto per l’impresa. «Ben venga questa innovazione, questa riforma che il Ministro ha messo in campo.»

Il nodo della valutazione: formare anche le figure meno numerose

Il passaggio più politico dell’intervento è arrivato subito dopo, rivolto esplicitamente ai rappresentanti del Ministero presenti in sala e, per loro tramite, a INDIRE. Non una posizione personale, ha precisato Stelliferi, ma la sintesi di un confronto che le Fondazioni ITS del Lazio portano avanti da tempo.

Il tema è il monitoraggio nazionale dei percorsi ITS, i cui esiti pesano anche sulla ripartizione delle risorse. Un sistema di valutazione con indicatori uguali per tutti, ha osservato, finisce per premiare i percorsi che formano i profili più richiesti e con i numeri più alti, e rischia di penalizzare quelli che formano figure specialistiche, con classi più piccole ma ugualmente necessarie.

«Tutti hanno diritto all’istruzione, lo prevede la Costituzione. Credo che dobbiamo avere anche il diritto di formare tutte le qualifiche», ha detto. «Il sistema Paese ha bisogno di tutte le figure professionali. Se serve formare un certo tipo di professione, al di là del fatto che in aula ce ne siano venti o quindici, bisogna formare anche quella.» Il rischio, altrimenti, è arrivare ad avere troppi tecnici in un settore e nessuno in un altro, non per scelta ma «per paura di una valutazione negativa».

Da qui la richiesta di regole flessibili, capaci di stare al passo con un mondo produttivo in cui le tecnologie — e quindi i percorsi formativi — cambiano rapidamente. «Le imprese stanno negli ITS proprio per vedere prima le cose che succedono», ha concluso.

Perché riguarda anche l’agroalimentare

È un tema che la filiera agroalimentare conosce da vicino. Accanto ai profili più noti, le imprese del settore cercano tecnici molto specifici — nella gestione del verde e dell’arboricoltura, nella qualità e nelle certificazioni, nel marketing e nell’export dei prodotti — che non sempre hanno i grandi numeri delle figure più popolari, ma senza i quali le filiere territoriali non funzionano.

Non è un caso che tra i tavoli di 4+2 Factory ce ne fosse uno dedicato a turismo, agricoltura ed enogastronomia: è il terreno su cui la Fondazione ITS Academy Agroalimentare lavora con le scuole del territorio e con le imprese delle sedi di Viterbo e di Roma, e da cui intende proseguire il confronto avviato da ELIS.

I percorsi 2026-2028 della Fondazione sono presentati nella pagina Corsi.



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