Sostenibilità nell’agroalimentare: le tre competenze che il mercato chiede, raccontate a Roma al convegno JuST CAP

Sostenibilità nell’agroalimentare: le tre competenze che il mercato chiede, raccontate a Roma al convegno JuST CAP

Green, digitali e di mercato. Sono le tre famiglie di competenze sulla sostenibilità che oggi le imprese agroalimentari cercano, e su cui gli ITS Academy della filiera hanno costruito i loro percorsi. Le ha illustrate il presidente della Fondazione, Eugenio Stelliferi, mercoledì 21 ottobre a Roma, al convegno di presentazione del progetto JuST CAP. È intervenuto per la rete nazionale degli ITS Academy della filiera agroalimentare, al posto del presidente di filiera Fabrizio Berta.

JuST CAP – towards a just and sustainable transition in the agri-food sector è un progetto di Kyoto Club, realizzato con il contributo della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea. Vuole far conoscere alle studentesse e agli studenti delle superiori la Politica agricola comune e il rapporto tra agricoltura e clima. Il convegno si è svolto nello spazio Europa Experience – David Sassoli, con il patrocinio del Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati. In sala, come pubblico principale, c’erano gli studenti di un istituto professionale.

Tre competenze, già dentro i percorsi

«Oggi il mercato […] chiede soprattutto tre competenze per quanto riguarda questo settore della sostenibilità», ha spiegato Stelliferi.

La prima è la competenza green, «quello che la norma ti impone». Riguarda l’impronta carbonica e l’analisi del ciclo di vita dei prodotti, le certificazioni che servono per esportare, l’economia circolare e un uso dell’acqua che non la sprechi. Come esempio Stelliferi ha portato la nocciola: la sottile pellicina che la avvolge, un tempo accumulata e smaltita, viene oggi riutilizzata in prodotti alimentari per le sue proprietà antiossidanti. «Quindi si riduce lo scarto e si crea nuova economia».

La seconda è la competenza digitale: agricoltura 4.0 con droni, sensori in campo e immagini satellitari, tracciabilità con la blockchain, dati e modelli predittivi per decidere quando irrigare e quando raccogliere. «L’Italia è famosa per la qualità del prodotto», ha ricordato, «e quindi sempre di più si va a ricercare un prodotto di qualità per avere più opportunità e più quote di mercato».

La terza è la competenza di mercato, «quelle che vendono»: imballaggi progettati per ridurre l’impatto, marketing ed export dei prodotti sostenibili, olioturismo ed enoturismo.

Su questo Stelliferi ha portato un esempio della Fondazione: la classe di Evologo, il tecnico che ha definito «l’enologo dell’olio», con tutte le competenze legate alla filiera olivicolo-olearia. «12 ragazzi che sono stati formati e qualificati qui a Roma oggi stanno lavorando con la Carapelli a Firenze, con cui abbiamo stretto un accordo di collaborazione», ha raccontato. Il percorso Evologo non è attivo nell’edizione 2026-2028, ma le sue competenze sono state riprese nell’Agrimanager e nell’Agrifood Digital Marketing & Sales Manager.

Su tutte e tre, ha precisato, i moduli didattici «sono già inseriti all’interno dei percorsi ITS». Il motivo sta nel modo in cui un percorso ITS nasce: «Noi andiamo a codificare quello che l’azienda vuole: quindi il percorso formativo nasce dalla logica dal basso verso l’alto».

Una strada in più dopo il diploma

Ai ragazzi in sala Stelliferi ha spiegato che cosa sono gli ITS Academy: percorsi biennali di quinto livello europeo, a metà strada tra il diploma e la laurea. Oltre l’80% dei diplomati trova lavoro, e c’è la possibilità di proseguire all’università con il riconoscimento dei crediti. «Piena dignità del laureato, piena dignità del tecnico», ha detto, invitandoli a scegliere quello che li appassiona: «Se fate qualcosa che vi piace e vi pagano pure, è il massimo che si possa ottenere nella vita».

L’intervento completo si può riascoltare nella registrazione del convegno sul canale YouTube di Kyoto Club, a partire da 2:56:30: guarda l’intervento.

Le tre competenze nei corsi di ITS Agro

A Roma e a Viterbo queste competenze sono al centro dei quattro percorsi 2026-2028 della Fondazione:

  • Agrimanager, a Roma: certificazioni, audit e sistemi di qualità agroalimentari, cioè le competenze che la norma impone, con la filiera olivicolo-olearia e l’analisi sensoriale che erano proprie dell’Evologo;
  • Agrifood Digital Marketing & Sales Manager, a Viterbo: marketing digitale, packaging, vendite, export e tracciabilità, con la degustazione e il turismo enogastronomico;
  • Green e Garden Manager e Tecnico del Verde, a Roma: progettazione e gestione sostenibile del verde, verde urbano e arboricoltura, con il pilotaggio dei droni tra le certificazioni comprese nel Tecnico del Verde.

Sono percorsi biennali e gratuiti, di 1.800 ore di cui 800 di stage in azienda, con diploma di quinto livello EQF. Per informazioni e domande di ammissione: itsagro.it/iscrizioni.

 



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