Pubblicato il 10 Ottobre, 2025 da

Roma, i professionisti del verde che servono alla città: dentro il corso “Tecnico Superiore del Verde” dell’ITS Agro

A Roma il verde non è un ornamento: è infrastruttura. La Capitale sta mappando e monitorando in modo sistematico il proprio patrimonio arboreo — 83.500 alberi sono entrati in un “gemello digitale” per il controllo di crescita e stabilità, con rilievi avviati a fine agosto 2025 — mentre procede il riassetto delle manutenzioni e dei piani di piantumazione. È il segnale di una domanda professionale in aumento: servono tecnici capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità e gestione operativa di cantieri e appalti. (Comune di Roma)

Il perimetro della sfida è ampio. Secondo la Relazione annuale dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma, il patrimonio arboreo comunale censito supera i 312 mila esemplari tra strade, parchi e giardini scolastici: una massa critica che implica programmazione, monitoraggi VTA, potature, abbattimenti mirati, sostituzioni e nuove piantagioni. (agenzia.roma.it)

Nel frattempo, Roma Capitale ha messo a gara interventi su parchi e aree gioco e pubblicato il bando “100 parchi” (14 progetti, 22,6 milioni): cantieri che chiedono figure intermedie preparate a dialogare con uffici tecnici e imprese, leggere capitolati, rispettare cronoprogrammi e norme di sicurezza. Non è più sufficiente “amare il verde”: è un lavoro tecnico e regolato. (Comune di Roma)

Il corso: metodo, pratica, responsabilità

Qui si inserisce il percorso Tecnico Superiore del Verde dell’ITS Academy Agroalimentare (ITS Agro), a Roma. Lo script didattico è chiaro: biennale e gratuito, con 800 ore di stage; diploma ITS (EQF 5). La didattica alterna aula, laboratorio e cantiere: arboricoltura urbana e valutazione della stabilità; pianificazione delle manutenzioni; coordinamento di squadre; gestione di DPI e sicurezza; preventivi e computi metrici; lettura di capitolati e gestione delle non conformità. Si passa poi a impianti di irrigazione e drenaggi, infrastrutture verdi (tetti e pareti vegetali), uso razionale di acqua e materiali, scelta di specie e sostituzioni sostenibili.

In altre parole: “Roma ha bisogno di cura. Di mani esperte e menti tecniche per far crescere alberi in sicurezza, quartieri più vivibili, parchi che respirano”. Il corso nasce esattamente qui: trasformare la passione in competenza certificata, spendibile tanto nel pubblico (gare, appalti, manutenzioni municipali) quanto nel privato (imprese del verde, property e facility, cooperative sociali, studi di progettazione, vivaisti).

Domanda di lavoro: perché adesso

Nel mercato del lavoro italiano, le competenze green rappresentano una leva trasversale: Unioncamere stima in 3,1 milioni gli occupati “green” (13,4% del totale), con fabbisogni in crescita nel quinquennio 2024–2028 e richieste specifiche su sicurezza, uso efficiente delle risorse, gestione ambientale. Nel Lazio, l’andamento è in linea con il dato nazionale, trainato da edilizia, servizi urbani e filiere del paesaggio. Per chi si occupa di verde, significa saper portare evidenze tecniche nelle decisioni: scegliere attrezzi e procedure, impostare VTA e piani di potatura, compilare SAL e consuntivi, lavorare in squadra con criteri professionali. (Unioncamere)

La macchina degli investimenti pubblici conferma la tendenza. Tra nuove piantumazioni (con gli obiettivi indicati negli “Stati Generali del Verde”) e manutenzioni diffuse, i capitolati chiedono profili intermedi capaci di leggere progetti, eseguire e documentare. È qui che la formazione ITS, progettata con le imprese, colma il vuoto tra teoria e cantiere. (Comune di Roma)

Cosa si fa davvero (e perché conta)

Lo studente impara a diagnosticare (ispezioni visive, indici di propensione al cedimento, segnali di stress), intervenire (potature in quota, messa in sicurezza, sostituzioni, impianti di irrigazione), gestire (programmare turni, compilare POS, verificare DPI, relazionarsi con RUP e DL), rendicontare (computi, misurazioni, foto georeferenziate). La parte “green infrastructure” mette a sistema gli obiettivi ambientali urbani: riduzione isole di calore, drenaggio urbano sostenibile, biodiversità, benessere e fruizione.

Gli stage — 800 ore — avvengono presso imprese del verde, cooperative, gestori di servizi e uffici tecnici: si entra nel flusso reale del lavoro, si vedono le temporalità della città (urgenze dopo un fortunale, chiusure transitorie, coordinamento con viabilità), si costruiscono relazioni professionali che spesso anticipano l’assunzione.

Uno sbocco professionale definito

Gli sbocchi tipici: tecnico di cantiere del verde; assistente alla direzione lavori per manutenzioni del verde; addetto VTA di primo livello; tecnico per irrigazione e drenaggi; referente salute e sicurezza per micro-cantieri del verde; tecnico in imprese di facility & property; coordinatore di squadre e turni. Il profilo trova spazio nelle imprese che lavorano su Roma Capitale e Municipi (appalti di manutenzione ordinaria e straordinaria), ma anche in concessionari, campus, residential e retail con vaste superfici verdi.

Perché un ITS a Roma fa la differenza

La scala della Capitale e la densità di gare e interventi permettono di allenare competenze che in contesti più piccoli emergono lentamente: lettura di capitolati complessi, gestione di cronoprogrammi, interazione con PA e utility. Nel contempo, la spinta alla digitalizzazione del verde (censimenti, gemelli digitali, tracciabilità delle operazioni) sta cambiando i processi: chi entra oggi deve saper usare app e banche dati e dialogare con sensori e rilievi. (Comune di Roma)

Come iscriversi

Il Tecnico Superiore del Verde è un percorso biennale e gratuito con sede a Roma presso la sede in Via di Vigna Murata 573. Alla fine si ottiene il Diploma ITS – EQF 5, riconosciuto in Italia e in Europa. Dettagli su programma, requisiti e scadenze sono disponibili su itsagro.it. L’orientamento è aperto a diplomati e a chi cerca reskilling: la richiesta di tecnici del verde a Roma è concreta, oggi più che mai, perché la città — tra alberi storici, nuovi impianti e manutenzioni — ha bisogno di competenze stabili e verificabili.

Se l’idea è migliorare la qualità della vita urbana partendo dagli alberi e dagli spazi aperti, qui la teoria diventa pratica: ottocento ore in cantiere con tutor aziendali, dove si impara a fare e a documentare ciò che si è fatto. E dove un curriculum inizia ad assomigliare a un lavoro.

 

Corso Tecnico Superiore del Verde