Pubblicato il 26 Maggio, 2021 da

Il ruolo della filiera agroalimentare nella Bioeconomia Circolare

 

Sostenibilità: cos’è?

Come potremmo definire sostenibilità con una esperienza concreta?”

È questa la domanda che mi ha fatto il Presidente della Commissione esami al termine della sessione.
“A me piace pensare al pedale di risonanza del pianoforte che prolunga il suono nel tempo e che su alcuni strumenti si chiama sustein.”

Affiancare l’idea della risonanza al suono del pianoforte è il modo in cui da allora penso alla sostenibilità e che utilizzo per parlarne agli studenti. È la capacità di un’azione di realizzare un effetto capace di protrarsi nel tempo (e già sentiamo il suono sospeso del pianoforte).

Cos’è la sostenibilità e quale ruolo ha nella filiera agroalimentare

Dunque la Sostenibilità è concretamente l’effetto nel tempo delle nostre azioni nella quotidianità. È evidente e assume grande chiarezza in particolar modo quando si parla con i referenti di aziende e cooperative agricole, che ottengono e hanno immediata contezza degli effetti concreti delle proprie scelte. E così Il Presidente di una cooperativa Biologica, partner della Fondazione ITS Agroalimentare, sostiene che la scelta verso il biologico, fatta anni fa, fu dettata da motivi “egoistici”: prima di pensare agli effetti su chi mangia i prodotti, mi hanno confidato di aver pensato agli effetti che i prodotti chimici potevano avere su di loro che vi lavoravano per tante ore al giorno.

Questa visione dissacrante del Biologico racchiude la ruvidezza di un mondo che è stato per secoli la sentinella dei nostri territori e il presidio del nostro benessere.
Siamo ciò che mangiamo: è profondamente vero e molto più di uno slogan. Tanto che la perdita di valori nutritivi nei prodotti industriali ha generato intolleranze e carenze nutrizionali, oltre che patologie legate alla malnutrizione o sovralimentazione.

L’equilibrio nei sistemi e l’integrazione tra i settori riportano l’agricoltura e le trasformazioni ad avere un ruolo preminente e in questo ambito, più di altri, il tema della sostenibilità diventa cruciale.

Durante i periodi di lockdown molti hanno scelto o riscoperto l’importanza di selezionare dei prodotti qualitativamente pregiati, di origine certa e possibilmente del proprio territorio. Gli acquisti di prodotti Biologici sono “schizzati” nel 2020, trainati dai consumi domestici, segnando un +4,4% e un fatturato di 3,3 miliardi di euro (Dati Rapporto ISMEA).

Se l’attenzione sui valori e la qualità dei prodotti è un dato di fatto in grado di trainare il settore Biologico in una crescita costante per oltre 10 anni, è altrettanto vero che diversa è la valutazione e la realtà legata alla produzione, che rimane ancora oggetto di un retaggio culturale o un lavoro svolto da pochi.

Sostenibilità ambientale

Comparto agroalimentare: un settore strategico che necessita di nuove competenze professionali

Nonostante il livello di preparazione e di attenzione alle produzioni, all’utilizzo o a scelte di rispetto, la complessità dei mercati, l’importanza del Brand, abbiano rilanciato l’Agricoltura come un settore strategico e con esigenza di competenze dedicate, sono pochi coloro che la scelgono per investire la propria carriera professionale.

In questi mesi in cui i temi più taggati e centrali sono sostenibilità, transizione ecologica, scelte consapevoli – tutti elementi che riportano al centro il ruolo dell’agricoltura e dell’agroalimentare come perni concreti e tangibili – c’è una difficoltà a reperire gli operatori e gli addetti.

Uno dei settori che più rappresenta l’icona dell’Italia nel mondo, attraverso la cucina e le produzioni DOP, DOC e IGT, rischia di dover dismettere allevamenti o coltivazioni per carenza di addetti.

Da leggere: Le differenze tra DOP, DOC e altri Marchi di Qualità

Teconologie a sostegno dei processi di produzione nella filiera agroalimentare

Eppure è un settore che traina e in cui un cambio di passo e anche di abitudini sta avvenendo attraverso l’arrivo e l’applicazione di tecnologie: dalla sensoristica, alla robotica, dai droni ai satelliti, dall’Intelligenza artificiale e alla Realtà Aumentata, numerose sono le esperienze che i ragazzi e i Designer stanno attuando per rimodellare i processi di produzione e allevamento, anche nel mondo ITS,  mettendo al centro il benessere animale, il rispetto per le lavorazioni e per i lavoratori.

Così, a differenza di altri settori, in agricoltura la sfida è sostenere e supportare quei processi che rendono faticoso o logorante il lavoro in campo, sviluppando la qualità della vita dei lavoratori e preservando (o migliorando) il monitoraggio sui territori e sugli animali, anche anticipando rischi o prevenendo pericoli.

È questa una nuova visione dell’economia fatta di scelte che guardano al futuro.

Per attuare scelte sostenibili è necessario possedere conoscenza degli effetti delle azioni e una visione integrata dei processi che sono a monte e a valle di quello in cui si opera.

Da leggere: I migliori percorsi di formazione per il settore Agroalimentare del 2021

Si può affermare che servono Competenze integrate e circolari.

Le aziende del territorio stanno affrontando evoluzioni sul packaging, sulla scelta dei trattamenti, sull’utilizzo delle eccedenze trasformandole oppure ottimizzandole in altri prodotti. Le aziende agricole e agroalimentari biologiche valorizzano gli aspetti di circolarità e, se l’agricoltura sana lo ha fatto sempre, ora c’è il desiderio di raccontarlo, di contaminare il cliente e il fruitore.

sostenibilità

Si è innescato un sistema che riconosce valore all’economia sostenibile e circolare

Per presidiare un processo produttivo o aziendale (definizione di cosa fa un tecnico superiore) è quanto mai necessario conoscere il ciclo di vita del prodotto e le connessioni del suddetto processo.

Questo guida la proposta didattica degli ITS dedicati al settore agrifood, in cui la conoscenza delle produzioni e dei modelli agricoli rappresenta l’introduzione ai percorsi che hanno come scopo la valorizzazione delle aziende.

Le competenze più richieste nel settore in questo momento rappresentano dunque, in primis, la gestione dei processi aziendali (agri-manager) e della loro complessità, l’interpretazione e la concretizzazione dei valori e della declinazione del concetto di sostenibilità, oltre che il supporto alle aziende nei diversi ambiti e nell’interfacciarsi con esperti e consulenti.

Ciò è evidente nelle aziende multiproduzione ed è una richiesta specifica del settore dell’Olio di Oliva. Quest’ultimo è oggetto di una vera campagna di investimenti e di strategia finalizzata a portare l’EVO ai più alti livelli qualitativi in campo internazionale, preservando i territori e individuando modalità di recupero o di contrasto ai rischi di parassiti, per il quale è atteso un investimento di risorse in grado di valorizzare il prodotto, creando un comparto che si integri e che lavori per la coltivazione, lavorazione e promozione. L’obiettivo è portare l’icona della nostra cucina, l’olio di oliva, ad occupare un posto e un riconoscimento come per il vino.

Nuove tecnologie, processi di certificazione, valorizzazione e promozione

Le competenze di gestione sono completate, e non possono prescindere, dalle conoscenze e dall’utilizzo delle nuove tecnologie, né dai processi di certificazione (che altri non sono che la sistemazione e tracciatura dei processi messi in atto dall’azienda per renderli verificabili e tracciabili).  Completano questa circolarità le competenze di valorizzazione e promozione attraverso cui consentire al cliente e al fruitore di acquistare proseguendo e alimentando la consapevolezza delle proprie scelte.

Così la narrazione gioca un ruolo fondamentale per sostenere le scelte aziendali, entrando nel merito dei prodotti, accompagnando intermediari e acquirenti nel piacere della scoperta del prodotto e dell’azienda.

In questa narrazione giocano valori importanti e competenze che provengono dal marketing, dal digital marketing, dalla comunicazione visuale e che non possono prescindere dalla elaborazione dei testi e dei contenuti. A differenza di quanto avviene in altri ambiti e settori, in cui la narrazione e promozione è guidata dalle emozioni, nell’agroalimentare sono ancora le storie e i contenuti che catturano e fidelizzano un cittadino che attraverso quell’acquisto effettua delle vere scelte di sostenibilità.

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