Quando si parla di ITS Academy, la statistica più citata è quella sull’occupazione: oltre l’80% dei diplomati trova lavoro entro dodici mesi dal termine del percorso. È un dato che circola spesso, ma raramente viene contestualizzato. Vale la pena capire cosa c’è dietro quel numero, da dove viene e cosa significa davvero per chi sta valutando se iscriversi.
Il Monitoraggio nazionale degli ITS Academy, curato da INDIRE per conto del Ministero dell’Istruzione, è la fonte più autorevole su questo tema. L’indagine viene aggiornata periodicamente e copre i diplomati degli ultimi cicli, raccogliendo dati su inserimento lavorativo, coerenza tra formazione e occupazione e tipo di contratto ottenuto. Non è una rilevazione promozionale: è una fotografia del mercato del lavoro reale.
Indice argomenti
- Cosa dicono i numeri sull’occupazione ITS Academy
- Come leggere i dati senza cadere negli slogan
- Perché i dati ITS sono strutturalmente diversi da quelli universitari
- Il fattore tempo: quando si trova lavoro
- Il valore della rete: perché le aziende partner fanno la differenza
- I dati di ITS Agro: cosa sappiamo sui nostri diplomati
Cosa dicono i numeri sull’occupazione ITS Academy
L’ultimo monitoraggio disponibile indica che circa l’82% dei diplomati ITS trova occupazione entro un anno dal conseguimento del diploma. Di questi, una quota superiore al 70% lavora in un settore coerente con il percorso seguito. Significa che chi si diploma in un ITS agroalimentare trova lavoro nel food, nell’agrifood marketing, nella gestione d’impresa agricola. Non è un’occupazione generica: è inserimento professionale nel settore di formazione.
Un altro dato rilevante riguarda la tipologia contrattuale. La maggior parte dei diplomati ITS viene assunta con contratto a tempo determinato o indeterminato. La quota di lavoro autonomo o di collaborazioni occasionali resta minoritaria, a differenza di quanto accade spesso con i laureati triennali in uscita dal primo ciclo universitario.
AlmaLaurea monitora i laureati italiani e i dati mostrano che, a un anno dalla laurea triennale, la percentuale di occupati si attesta attorno al 60–65%, con una coerenza tra titolo e lavoro significativamente più bassa rispetto agli ITS. Il confronto non è semplice — le popolazioni sono diverse, i percorsi hanno finalità diverse — ma la differenza è abbastanza marcata da essere utile nella valutazione di chi deve scegliere.
Come leggere i dati senza cadere negli slogan
L’82% di occupati a un anno è una media nazionale. Come tutte le medie, nasconde variazioni significative. I fattori che influenzano il tasso di occupazione dei singoli ITS sono diversi: il settore di riferimento — un ITS in moda e un ITS in meccanica meccatronica operano su mercati del lavoro molto diversi per densità di imprese e domanda di figure qualificate — la localizzazione geografica, la rete di aziende partner effettivamente attive, la qualità dello stage. Un ITS con aziende partner che partecipano attivamente al percorso porta risultati diversi da uno che le coinvolge solo sulla carta.
Un secondo elemento da considerare è la definizione di “occupato” che viene usata nel monitoraggio. L’indagine INDIRE registra chi ha svolto almeno un’ora di lavoro retribuito nella settimana di riferimento. Questo include contratti a tempo determinato di breve durata, collaborazioni e lavoro autonomo occasionale. Il dato più significativo non è l’82% lordo, ma la quota di chi ha un contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi a un anno dal diploma: anche questo è superiore al 50%, e in molti ITS supera il 60%, un numero che resse al confronto con qualsiasi altro percorso post diploma.
Il terzo elemento è la coerenza. Un occupato che lavora in un settore completamente diverso da quello per cui si è formato è statisticamente “occupato”, ma la sua esperienza formativa non ha prodotto l’inserimento professionale che si cercava. La quota di coerenza negli ITS è tra gli indicatori più solidi: superiore al 70% a livello nazionale, significa che sette diplomati su dieci lavorano nel settore per cui si sono formati.
Perché i dati ITS sono strutturalmente diversi da quelli universitari
La prima ragione è il rapporto diretto con le imprese. Gli ITS Academy nascono da una governance che include obbligatoriamente le aziende del settore tra i fondatori. Le imprese sono dentro la fondazione, co-progettano i percorsi, ospitano i project work, selezionano i candidati per le attività di stage. Questo crea un canale di recruiting diretto che non esiste nella maggior parte dei percorsi universitari.
La seconda è la struttura del percorso stesso. Le 800 ore di stage previste dal biennio ITS non sono un’appendice opzionale: sono quasi la metà della formazione. Durante lo stage, lo studente entra in un’azienda reale, lavora su problemi reali, costruisce relazioni professionali reali. In molti casi, lo stage si trasforma in assunzione prima ancora del diploma.
La terza ragione è la specializzazione verticale. Un diplomato ITS in agrifood marketing non è un laureato in economia con qualche esame di marketing: è qualcuno che ha fatto due anni interi su quello specifico mercato, con quelle specifiche imprese, con quelle specifiche competenze operative. Le aziende del settore lo riconoscono, e lo cercano.
Il fattore tempo: quando si trova lavoro
Un aspetto che i dati aggregati non catturano bene è la distribuzione temporale dell’inserimento lavorativo. Per molti diplomati ITS, il processo di hiring inizia prima ancora del diploma. Durante lo stage — che si svolge nel secondo anno del biennio — molte aziende ospitanti iniziano a valutare la possibilità di assumere il tirocinante. In alcuni casi, l’offerta di lavoro arriva durante lo stage stesso, prima ancora della presentazione del project work finale.
Questo anticipo non è casuale. L’azienda ha avuto modo di osservare il diplomando per diversi mesi, in un contesto di lavoro reale. Non sta assumendo sulla base di un CV e un colloquio di trenta minuti: sta confermando una relazione professionale già costruita. È un vantaggio competitivo che nessun percorso formativo basato sulla sola teoria può offrire.
Anche il project work contribuisce a costruire contatti che poi si traducono in opportunità. Le aziende che commissionano project work conoscono il gruppo che ci ha lavorato, hanno visto la qualità del lavoro prodotto, hanno sviluppato un’opinione diretta sulle persone. Non di rado, da questi contatti nascono stage, collaborazioni o offerte di lavoro.
Il valore della rete: perché le aziende partner fanno la differenza
Un dato che le statistiche aggregate non riescono a catturare è il peso della qualità della rete aziendale di un ITS specifico. La fondazione ITS Agro ha costruito nel tempo relazioni con imprese del territorio laziale e nazionale che partecipano attivamente al percorso formativo: non come sponsor nominali, ma come soggetti che co-progettano i contenuti, ospitano project work, selezionano stagisti e — quando trovano la persona giusta — avanzano proposte di lavoro concrete. Questa rete è una delle risorse più difficili da replicare e uno dei fattori che spiega i tassi di inserimento professionale dei diplomati.
I dati di ITS Agro: cosa sappiamo sui nostri diplomati
ITS Agro forma professionisti per le filiere agroalimentari e del verde da diversi anni. I nostri diplomati lavorano in aziende agroalimentari del territorio laziale e nazionale, in studi di progettazione del verde, in uffici marketing di produttori food, in strutture agrituristiche e di turismo rurale. Alcuni sono stati assunti dalle stesse aziende dove hanno fatto lo stage. Altri hanno avviato collaborazioni professionali durante il project work e le hanno trasformate in lavoro stabile.
Se vuoi capire meglio cosa succede dopo il diploma, il modo più diretto è venire a uno dei nostri open day e parlare con chi ha già terminato il percorso. Le testimonianze di chi ha trovato lavoro raccontano molto di più di qualsiasi statistica. Trovi le date di prenotazione su itsagro.it/open-day, oppure esplora i corsi disponibili per capire qual è il percorso più adatto al tuo profilo.
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