ITS Agro, ITS Pharma Academy e Ridaje insieme per progettare la riqualificazione di un’area verde del Campus Pharma Academy

ITS Agro, ITS Pharma Academy e Ridaje insieme per progettare la riqualificazione di un’area verde del Campus Pharma Academy

Gli studenti dei percorsi Green&Garden Manager e AgriManager hanno lavorato a una proposta progettuale per un’area verde privata in Via di Val Cannuta, a Roma, in prossimità della Riserva Naturale della Tenuta di Acquafredda

Progettare un’area verde significa molto più che immaginare una nuova sistemazione paesaggistica. Significa leggere un territorio, comprenderne la morfologia, valutarne i vincoli, studiare il suolo, osservare le specie presenti, interpretare il rapporto tra ambiente naturale e spazio costruito. Significa, soprattutto, trasformare un caso reale in un’occasione di apprendimento.

È questo il senso del corso-laboratorio che ha coinvolto gli studenti e le studentesse dei percorsi Green&Garden Manager e AgriManager di ITS Academy Agroalimentare, chiamati a lavorare a una proposta progettuale di riqualificazione per un’area verde privata del Campus Pharma Academy, in Via di Val Cannuta 200, a Roma, nel territorio del Municipio XIII.

Il lavoro è stato sviluppato in collaborazione con ITS Pharma Academy e Ridaje, realtà romana impegnata nella cura del verde e in percorsi di inclusione lavorativa. Il risultato non è un intervento già realizzato, ma una progettazione completa che potrà costituire la base per una futura riqualificazione dell’area.

Un caso reale per imparare a progettare

L’area oggetto della proposta si trova in un contesto particolarmente interessante: una zona urbana e seminaturale, tra Montespaccato, Primavalle e Aurelio, in prossimità della Riserva Naturale della Tenuta di Acquafredda e non lontano dalla Tenuta dei Massimi. Un ambito in cui il verde non è solo elemento ornamentale, ma parte di un sistema ambientale più ampio, legato alla biodiversità, alla continuità ecologica e al paesaggio della Campagna Romana.

Per gli studenti e le studentesse di ITS Agro, il lavoro ha rappresentato un’esperienza concreta di progettazione applicata. Il gruppo ha affrontato tutte le principali fasi di analisi e ideazione: dall’inquadramento territoriale allo studio della morfologia dell’area, dalla lettura dei vincoli normativi alla valutazione climatica e pedologica, fino alla scelta delle specie vegetali, alla definizione delle pratiche colturali e alla progettazione degli spazi di fruizione.

La superficie analizzata è di circa 19.754 metri quadrati, con un perimetro di circa 574 metri lineari e un dislivello di circa 21 metri, da una quota superiore di circa 70 metri a una inferiore di circa 49 metri. Una conformazione complessa, che ha richiesto una lettura attenta delle pendenze, delle scarpate, dei terrazzamenti e delle diverse zone presenti.

Il progetto ha distinto l’area in più parti, individuando tre terrazzamenti principali e diverse zone caratterizzate da vegetazione spontanea, aree boscate, ristagno delle acque piovane e presenza di specie arboree differenti. Questa analisi ha permesso di costruire una proposta coerente con le caratteristiche reali del luogo, evitando soluzioni astratte o puramente decorative.

Un campus verde a vocazione agricola, didattica e naturalistica

La proposta progettuale immagina l’area come un possibile campus verde a vocazione agricola, didattica e naturalistica. L’obiettivo non è soltanto migliorare l’aspetto dello spazio, ma trasformarlo in un luogo capace di integrare formazione tecnica, sostenibilità ambientale, cura del paesaggio, gestione del verde e inclusione sociale.

In questa visione, il verde diventa infrastruttura educativa. Uno spazio in cui osservare, sperimentare, progettare e gestire. Un luogo dove le competenze acquisite in aula possono essere messe alla prova su un caso concreto, con vincoli reali e con una committenza reale.

Il lavoro ha previsto anche una riflessione sugli interventi compatibili con il contesto ambientale e normativo. La proposta tiene conto della vicinanza con la Riserva Naturale della Tenuta di Acquafredda e individua azioni orientate alla riqualificazione del verde esistente, al recupero degli elementi agricoli già presenti, alla tutela delle aree più sensibili e alla valorizzazione del paesaggio.

Tra le ipotesi progettuali figurano il recupero dei terrazzamenti, la sistemazione dei percorsi, il rafforzamento delle scarpate attraverso opere di ingegneria naturalistica, l’introduzione di nuove piantagioni e la creazione di spazi didattici e di fruizione controllata.

Il lavandeto didattico-produttivo

Uno degli elementi centrali della proposta è la realizzazione di un lavandeto didattico-produttivo, articolato sui terrazzamenti dell’area.

La scelta non è casuale. Le specie selezionate sono officinali rustiche, adatte a un contesto mediterraneo e coerenti con un modello di gestione sostenibile: Helichrysum italicum, cioè elicriso, Lavandula angustifolia, cioè lavanda, e Lavandula x intermedia, cioè lavandino.

Le aiuole sono state progettate seguendo la morfologia del terreno, con forme rettangolari e trapezoidali pensate per ottimizzare gli spazi coltivabili e rispettare l’andamento naturale dell’area. La disposizione delle piante prevede fasce perimetrali di elicriso, fasce intermedie di lavanda e un cuore centrale di lavandino, secondo una logica ordinata e ripetibile nei diversi terrazzamenti.

Il lavandeto non è pensato solo come elemento paesaggistico. È uno spazio didattico e produttivo, utile per affrontare temi agronomici, gestionali e manutentivi: dalla messa a dimora alla gestione dell’irrigazione, dal controllo delle infestanti alla potatura, dalla raccolta alla programmazione degli interventi nel tempo.

In questo senso, il progetto unisce le competenze dei due percorsi coinvolti. Da un lato il Green&Garden Manager, orientato alla progettazione, gestione e cura delle aree verdi; dall’altro AgriManager, legato alla gestione agraria, all’organizzazione dei processi e alla valorizzazione delle attività produttive.

Ingegneria naturalistica, percorsi e sicurezza

La proposta dedica attenzione anche agli aspetti strutturali e funzionali dell’area. Le pendenze e le scarpate richiedono infatti soluzioni capaci di migliorare la fruibilità degli spazi senza snaturare il contesto.

Per questo il progetto prevede opere di ingegneria naturalistica, tra cui graticciate vive, gradonate naturalistiche, staccionate in legno e pavimentazioni a secco. Si tratta di interventi pensati per accompagnare la morfologia del terreno, contenere l’erosione, aumentare la sicurezza dei percorsi e rendere più accessibili i terrazzamenti.

La gradonata naturalistica trasforma la rampa di risalita in un percorso più dolce e leggibile. Le staccionate in legno, previste lungo i cigli delle scarpate, contribuiscono alla sicurezza. Le graticciate vive aiutano a contenere il terreno e a favorire l’integrazione con la vegetazione. Le pavimentazioni a secco consentono di realizzare camminamenti drenanti, funzionali e coerenti con un intervento a basso impatto.

Nel progetto sono previsti anche spazi di sosta e osservazione, come panchine laterali e un ombracolo, insieme a una zona prativa e a nuove alberature. L’insieme degli elementi restituisce l’immagine di uno spazio verde non solo coltivato, ma anche vissuto, attraversabile e utilizzabile per attività didattiche.

Una progettazione attenta al clima e al suolo

La scelta delle specie e delle pratiche colturali è stata guidata dallo studio delle condizioni climatiche e pedologiche dell’area. Il progetto evidenzia un contesto collinare laziale, con temperatura media annua intorno ai 16°C, inverni miti e una siccità estiva marcata nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Il suolo è descritto come tendenzialmente argillo-limoso, con buon contenuto di elementi nutritivi. Queste caratteristiche hanno orientato le scelte tecniche: lavorazioni manuali o localizzate, attenzione ai ristagni idrici, irrigazione prudenziale nei mesi più critici, pacciamatura organica e controllo manuale delle infestanti.

Anche la gestione delle prime fasi dell’impianto è stata definita con cura. Il progetto prevede buche di impianto con pareti scarificate per evitare problemi di asfissia radicale, l’utilizzo di terriccio per migliorare la porosità, una concimazione organica localizzata e la rimozione delle infiorescenze nelle prime due stagioni vegetative per favorire lo sviluppo dell’apparato radicale.

Questi aspetti mostrano come la proposta non si limiti al disegno degli spazi, ma entri nel merito della futura gestione agronomica e manutentiva dell’area.

Il valore della collaborazione con ITS Pharma Academy e Ridaje

Il progetto assume un valore particolare anche per la collaborazione tra soggetti diversi.

ITS Pharma Academy ha offerto il contesto del Campus e la possibilità di lavorare su uno spazio reale, collocato all’interno di un ambiente formativo legato alle scienze della vita e alla formazione tecnico-scientifica.

Ridaje ha introdotto una dimensione sociale e operativa, collegata alla cura del verde e all’inclusione lavorativa. Nel progetto, infatti, il cronoprogramma delle attività non è pensato soltanto in base al ciclo biologico delle piante, ma anche per garantire continuità e valore formativo al lavoro dei giardinieri della rete Ridaje durante l’anno.

ITS Academy Agroalimentare ha contribuito con le competenze dei propri percorsi formativi, mettendo gli studenti nelle condizioni di affrontare un’attività vicina alla pratica professionale: analizzare, progettare, scegliere, motivare le soluzioni e costruire una proposta tecnicamente leggibile.

È proprio in questa collaborazione che emerge il valore della formazione ITS: una formazione che lavora su problemi reali, con partner reali, mettendo insieme competenze tecniche, capacità progettuale e attenzione al territorio.

La scuola del fare, applicata al verde

Il corso-laboratorio rappresenta un esempio concreto della “scuola del fare”: non un esercizio teorico, ma una progettazione complessa, costruita su dati, osservazioni, vincoli e obiettivi.

Gli studenti e le studentesse hanno potuto confrontarsi con le responsabilità di un vero processo progettuale: capire il luogo, rispettarne le caratteristiche, formulare ipotesi sostenibili, immaginare una gestione nel tempo e rendere comunicabile la propria proposta.

Per ITS Agro, questo tipo di esperienza è centrale. La formazione tecnica superiore non si limita a trasmettere competenze, ma accompagna gli studenti a usarle in contesti concreti. Il progetto per il Campus Pharma Academy mostra come i percorsi legati al verde, all’agricoltura e alla gestione agroambientale possano contribuire alla trasformazione degli spazi, alla valorizzazione del paesaggio e alla costruzione di collaborazioni tra formazione, imprese e realtà sociali.

La proposta elaborata potrà ora rappresentare una base per la futura riqualificazione dell’area verde del Campus Pharma Academy. Per gli studenti e le studentesse che hanno partecipato al laboratorio, resta soprattutto un’esperienza di progettazione reale: un lavoro in cui il verde è stato letto come ambiente, come paesaggio, come infrastruttura formativa e come spazio possibile di relazione tra persone, competenze e territorio.

 



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